Rete ospedaliera per ridurre le liste d’attesa – .

Rete ospedaliera per ridurre le liste d’attesa – .
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Martedì 02 aprile 2024 – 20:20

La rete ospedaliera come risorsa per ridurre le liste d’attesa per il trattamento chirurgico dell’ipertrofia prostatica e del tumore della vescica. Grazie all’organizzazione di sedute operatorie presso gli ospedali periferici di Sansepolcro e Bibbiena, il Dipartimento di Urologia, diretto dal dottor Filippo Annino, ha infatti ampliato l’offerta chirurgica trasferendo nelle due strutture ospedaliere quei casi che faticano a trovare spazio operatorio sufficiente in Arezzo.

Uno sforzo organizzativo che ha visto entrare in gioco la Direzione Ospedaliera e la dottoressa Barbara Innocenti, gli specialisti chirurghi, gli anestesisti, i centri di preospedalizzazione e i reparti di degenza chirurgica degli ospedali di Arezzo, Sansepolcro e Bibbiena.

«Da alcuni anni all’Ospedale S. Donato alcuni rami della chirurgia urologica soffrono di liste d’attesa particolarmente congestionate, in linea con quanto avviene per tali attività su tutto il territorio nazionale – spiega il dottor Filippo Annino Direttore ff dell’Urologia Azienda Ospedaliera di Arezzo -. Mi riferisco agli interventi endoscopici per patologie prostatiche benigne (TURP), che potrebbero raggiungere tempi di attesa anche superiori ai due anni”.

«Da qui la scelta di ampliare l’offerta chirurgica utilizzando sedi ospedaliere periferiche – prosegue il dottor Annino – che ci ha permesso di portare i tempi di attesa per il trattamento endoscopico con TURP bipolare a meno di 2 mesi, ottenendo uno dei migliori timing sul territorio nazionale, sia nelle strutture pubbliche che private. L’utilizzo delle sedi periferiche ha consentito inoltre la riduzione dei tempi di attesa anche per gli interventi più complessi come i grossi adenomi prostatici e i calcoli complessi che per ragioni tecniche di strumentazione vengono eseguiti solo ad Arezzo, e non possono essere eseguiti negli ospedali periferici. Grazie alla nuova organizzazione è stato possibile aumentare a 6 mesi i tempi massimi di attesa per questo tipo di intervento.”

«Parallelamente la nuova organizzazione – prosegue il dottor Annino – ci ha consentito anche di ottenere il rispetto degli interventi endoscopici di classe A per il tumore della vescica e la garanzia di gestione di patologie benigne, che solitamente hanno poco spazio chirurgico a disposizione, come idrocele, fimosi sotto anestesia e altre procedure di chirurgia ambulatoriale.

Questa nuova organizzazione ha garantito la possibilità di gestire maggiori spazi al S. Donato per interventi chirurgici più complessi. Per quanto riguarda l’attività oncologica, i risultati raggiunti sono soddisfacenti, visti gli ottimi tempi per il trattamento dei tumori di classe A gestiti entro 30 giorni di attesa e gli ottimi tempi per la classe B”.

Grazie agli spazi a disposizione e all’esperienza decennale, l’equipe chirurgica del San Donato Urologia è attualmente in grado di operare 11-12 pazienti urologici ogni settimana con il robot daVinci. Volumi di attività che nel 2023 hanno consentito al dipartimento, guidato oggi dal dottor Filippo Annino, di raggiungere il record di 330 interventi robotici. Grazie a questa organizzazione nel 2023 sono stati realizzati oltre 1750 interventi, 400 in più rispetto al 2022, con 529 interventi realizzati tra Bibbiena e San Sepolcro nel 2023.

 
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