L’artista perde un dito mentre monta l’opera alla Biennale, lo riattacca a Padova. Poi va a ritirare il Leone d’Oro – .

L’artista perde un dito mentre monta l’opera alla Biennale, lo riattacca a Padova. Poi va a ritirare il Leone d’Oro – .
L’artista perde un dito mentre monta l’opera alla Biennale, lo riattacca a Padova. Poi va a ritirare il Leone d’Oro – .

PADOVA – Ilinfortunio durante l’installazione della sua opera alla Biennale d’Artecon un dito incastrato su un gancio, bloccato dall’anello nuziale. La corsa in ospedale, prima al San Giovanni e Paolo di Venezia e poi il trasferimento in tempi record a Padova, con l’anulare staccato conservato nel ghiaccio. Poi l’arrivo nella sala operatoria dell’Unità di Chirurgia Plastica padovana, con chirurghi e… sanguisughe pronti a entrare in azione. E l’epilogo ha avuto un doppio lieto fine: il dito stesso è stato riattaccato perfettamente, il paziente ha vinto il Leone d’Oro e venne dimesso in tempo per recarsi alla Biennale a ritirare il prestigioso premio.

Quello che è successo

L’incidente è avvenuto domenica 14, quando l’artista maori Erena Arapere-Baker (Collettivo Mataaho), arrivata in laguna dalla Nuova Zelanda, si è fatta “sguantare” l’anulare: in pratica La fede teneva la mano impigliata nella struttura che stava assemblandomentre è scivolata con la mano sanguinante e del dito sono rimaste solo le strutture tendinee e scheletriche.

L’operazione è durata 6 ore

Nel reparto, polo regionale per le emergenze della mano diretto dal professor Franco Bassetto, era disponibile il dottor Tito Brambullo, che ha eseguito il reimpianto del pezzo avulso sul paziente in anestesia generale utilizzando innesti di vene prelevate dall’avambraccio e inserite “a ponte”. ” in modo da ricreare sia l’afflusso arterioso che venoso. L’operazione al microscopio è durata 6 ore ed è un’operazione che riesce una volta su 2. La mattina dopo ci siamo resi conto che tutto era andato bene, venerdì la giovane è stata dimessa, mentre il giorno successivo era nel padiglione neozelandese della Biennale. Oggi tornerà nel suo Paese e i medici padovani hanno preso contatti con i colleghi che d’ora in poi la seguiranno fino alla completa guarigione prevista tra un mese.

La storia

Ieri Erena Arapere accompagnata dal marito è stata ricevuta dal direttore generale dell’Ospedale di Padova Giuseppe Dal Ben, accanto al quale c’erano gli specialisti che l’hanno seguita e hanno espresso enorme gratitudine alla struttura sanitaria del Santo.
«Lei e il suo gruppo – ha osservato Bassetto – avevano realizzato un’opera di ingegneria che richiama la tradizione Maori. Quando all’Arsenale scivolò all’indietro su un telo, tentò di impiccarsi, ma il tentativo fu vano e subì quella che viene chiamata avulsione dell’anello. Fortunatamente il reperto è stato recuperato e posto nel ghiaccio. Abbiamo un servizio attivo 24 ore su 24, 365 giorni all’anno per emergenze e reimpianti e in questo caso l’intervento è andato bene, ma non sempre è così perché il meccanismo avulsivo spesso danneggia l’endotelio dei vasi. Venerdì le abbiamo detto che l’avremmo dimessa e proprio in quel momento è arrivata una telefonata al marito che è stato informato che lei aveva vinto il Leone d’Oro alla Biennale. La sua foto ha fatto il giro del mondo il giorno dopo.
«Il dito, simile a quello di un guanto, è arrivato in buone condizioni – ha concluso – ma il problema era il fatto che arrivava tanto sangue che faticava a defluire perché le vene collassano, ma le sanguisughe mediche, come accade in questi casi , hanno assicurato che fosse trovato il giusto equilibrio.”

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Il Gazzettino

 
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