Sondaggio su Perugia/ Da fastidio perché ha tutto il blocco cdx e conta sulle liste, Ferdinandi sotto i numeri csx 2022 – .

Sondaggio su Perugia/ Da fastidio perché ha tutto il blocco cdx e conta sulle liste, Ferdinandi sotto i numeri csx 2022 – .
Sondaggio su Perugia/ Da fastidio perché ha tutto il blocco cdx e conta sulle liste, Ferdinandi sotto i numeri csx 2022 – .
di Marco Brunacci

PERUGIA – È un’opinione espressa più volte da Umbria7: i sondaggi valgono quello che valgono, possono indicare tendenze, mettere a fuoco alcune situazioni, ma poco più. L’ultima, presentata dal Corriere dell’Umbria solo oggi, ma realizzata due settimane fa, dice ben poco sulle prossime elezioni del Comune di Perugia, anche per l’esiguità del campione, ma può essere utile per riflettere.

I NUMERI. Insomma, l’unica certezza è che i perugini hanno promosso il secondo governo Romizi, anche se forse bisognerebbe ritoccare qualche dato del grafico per renderlo esattamente al 100%.
Quindi: il range tra il risultato migliore e quello peggiore ipotizzato per i candidati è di 5 punti e questo subito non aiuta.
Ancora: un lettore su cinque afferma di non conoscere i candidati sindaco, segno che la campagna elettorale è iniziata tra i tifosi ma non tra la gente comune, e quindi solo da ora in poi arriva il meglio.
Inutile dire che, se gli elettori sanno poco dei candidati sindaco, non conoscono affatto quelli presenti nelle liste. È quindi fin troppo chiaro che l’impatto sulla campagna elettorale delle centinaia di candidati presenti nelle liste non è ancora stato registrato da questo sondaggio.
I numeri però dicono che Margherita Scoccia è in testa, con un range di consensi compreso tra 40,3 e 45,3. Dietro c’è Vittoria Ferdinandi che passerebbe – nel report realizzato da Tecnoconsum – da un minimo di 37,8 a un massimo di 42,8.
Sugli altri tre concorrenti i numeri sono francamente un po’ sconcertanti. Monni sarebbe in fondo alla classifica tra 1,5 e 6,5 (una situazione molto diversa era stata segnalata da un precedente report), Caponi, appena arrivato, salirebbe a 2,5-7,5. Ma sicuramente il fenomeno di quest’ultima classifica è Davide Baiocco (5,5-10,5%). La domanda qui sorge spontanea: i perugini che lo hanno segnalato al sondaggista pensavano ancora che facesse parte della squadra di Bandecchi o si erano invece accorti che Baiocco aveva rotto ogni legame con Bandecchi?

LA SFIDA. È chiaro che è difficile ragionare sui numeri di questi ultimi tre candidati. Si può invece provare su centrodestra e centrosinistra e quindi su Scoccia e Ferdinandi in relazione alle ultime elezioni svoltesi in ordine cronologico nel Comune di Perugia, quelle politiche del 2022. Ed ecco alcuni numeri che sommano su.
Se gli elettori affermano di sapere poco dei candidati, faranno ragionevolmente riferimento alle loro ultime scelte politiche.
E allora eccolo qui: Scoccia è in testa alla corsa perché riesce a trattenere tutti i voti ricevuti dal centrodestra nel 2022, anzi aggiunge (range massimo) due punti e mezzo. Il Cdx ha avuto il 40,5% dei voti dei 4 partiti che ne costituiscono l’ossatura (Fdi, Lega, Forza Italia, Noi Moderati), ma Italexit e Vita potrebbero essere considerate nel bacino elettorale del Cdx. Quindi ecco il totale 42,7. Lo sporco, la forcella alta, fanno il 45,3%. Conclusione Il centrodestra può accontentarsi di avere tutti i voti d’opinione in suo possesso, più qualche altro grazie alla candidatura di Scoccia e all’ampia alleanza su Perugia.
Numeri diversi per Ferdinandi: la somma aritmetica tra il risultato dell’alleanza di centrosinistra guidata dal Pd nel 2022 (30,9) e quello del Movimento 5 Stelle (12,3) è del 43,2%. La gamma alta di Ferdinandi si ferma a 42,8. Ci sarebbero poi da contare i voti palesemente riferiti alle liste “comuniste” e “antisistema” per un totale compreso tra 4 e 5 punti. Diciamo che la brusca “svolta a sinistra”, secondo questo rapporto, non ha dato i suoi frutti.

TUTTO SI DECIDE AL CENTRO. Sapete allora qual è il bacino di voti decisivo per le elezioni di Perugia: il 10,4 per cento di Azione, gruppo che poi, alle elezioni del 2022, si staccò con un ruggito dalla sinistra e che ancora oggi si ritrova nei circoli moderati, sembra non aver trovato la sua collocazione almeno nell’ambito di questa indagine.
Non si dimenticherà che la stragrande maggioranza delle liste che sostengono Scoccia puntano a conquistare spazi al centro, con blitz anche nella sinistra moderata, in tutti quegli ambienti dove non si conquistano voti ostentando il pugno chiuso e il tatuaggio della stella rossa. . Ecco allora il ruolo che alla fine potrebbe essere decisivo – ma ancora da calcolare, come abbiamo già detto sopra, proprio perché la campagna elettorale non è iniziata sostanzialmente tra la gente comune – di coloro che lavorano alle “frontiere” della centrodestra: da Arcudi in Fora, per così dire, ma anche di personaggi autonomi capaci di pescare trasversalmente come l’attuale vicesindaco Tuteri o di formazioni composite, con forte radicamento sociale ma alternative all’ideologia di sinistra, come Progetto Perugia.
CONCLUSIONI. Il basso numero di perugini censiti, la genericità di alcuni numeri dell’indagine, non consentono di trarre chissà quali conclusioni. Certamente parlare di un probabile ballottaggio sulla base di queste indicazioni è un esercizio inutile.
Invece, dal ragionamento esposto, il peso dei moderati si farà sentire, probabilmente in maniera determinante. La scelta di Scoccia di aprire al centro moderato sarà premiata più della virata a sinistra di Ferdinandi? Magari anche a Perugia le elezioni si vincono al centro. Riflettono i rispettivi spin doctor e strateghi.

 
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