La lista di Santoro, esordio a Napoli tra il tabù della pace e l’obiettivo del 4% – .

La lista di Santoro, esordio a Napoli tra il tabù della pace e l’obiettivo del 4% – .
La lista di Santoro, esordio a Napoli tra il tabù della pace e l’obiettivo del 4% – .

– Pubblicità –

Momento della lettura: 3 minuti

Si aprono con un omaggio a Franco Di Marechiudono con un appello a fermarsi “il rigurgito guerrafondaio che attraversa l’Europa”. È una corsa a perdifiato, quella delle liste Pace, dignità della terracreatura di Michele Santoro. Prima la caccia alle firme, per presentarsi alle elezioni europee. Ora la barriera del 4% (“Ma i sondaggi ci dicono che siamo in crescita”). Nel Galleria Principe di Napoli ci sono candidati campani. Dall’eurodeputato uscente Piernicola Pedicinisegretario del Movimento per l’Equità Territoriale, a Domenico Ciruzzi, ex vicepresidente dell’Unione delle Camere Penali. L’italo-palestinese appare in collegamento video da Bruxelles Noor Shihadahin lista anche nella circoscrizione Sud. “Non possiamo più restare a guardare impotenti – si alza il giovane ricercatore – a un’Europa che continua ad armare i paesi che commettono crimini di guerra sotto gli occhi di tutti”.

Questo è il clima. Da una lotta gandhiana, ma pur sempre una lotta. La pace è ancora un tabù. C’è un convitato di pietra in questa campagna elettorale. Ed è proprio della guerra che non si parla mai. E c’è un filo conduttore tra Franco Di Mare, giornalista Rai recentemente scomparso, e i conflitti nel mondo. La sua straziante testimonianza in tv, pochi giorni prima di partire. Mesotelioma, contratto come corrispondente di guerra nei Balcani. Perché “di guerra – avverte l’avvocato Elena Cocciamuori anche dopo anni. La guerra uccide anche se solo la racconti”.. Da penalista, Ciruzzi si lancia in un suggestivo parallelo. “I cittadini per risolvere le controversie – spiega – si affidano a un giudice, e allo stesso modo gli Stati dovrebbero ricorrere a un meccanismo di mediazione diplomatica e non alle bombe per risolvere i loro conflitti”. La legge è apparsa più volte questa mattina. Dopotutto, di giuristi ce ne sono parecchi.

Esiste un diritto alla pace?” si chiede Coccia, avvocatessa di tante battaglie per la parità di genere, moderatrice dell’incontro. E la risposta sarebbe affermativa, guardando lo statuto dell’Onu, o la dichiarazione di Istanbul del 1969, adottata alla Conferenza internazionale della Croce Rossa. O quello che proclama l’UNESCO. Tuttavia, questo “non è successo” sottolinea Coccia. Esiste un ampio divario tra i valori proclamati e la pratica degli organismi sovranazionali. Pedicini ricorda i voti espressi da solo al Parlamento europeo, in “rispetto dei trattati internazionali e dei principi fondanti” dell’Unione Europea. Chiede un’Europa che promuova percorsi di pace e tavoli negoziali. “Spendere sempre più denaro pubblico per le armi – sostiene l’eurodeputato sannita – significa togliere sempre di più ai territori più deboli, al Sud”. Ciruzzi ricorda: “La pace è la precondizione per la tutela di tutti gli altri diritti: libertà, giustizia, uguaglianza”.

Non solo pacifismo, ma denuncia. Gocce di pioggia filtrano dai vetri della tribuna, ed echi degli scandali del Qatargate, dei lobbisti ammassati nel Parlamento Europeo, delle rapaci multinazionali americane. “È una scelta di campo – afferma Sandro Fucitopresidente del Comune di Napoli Est – tra la nostra lista e una squallida, decrepita e triste concezione della politica”. Il messaggio è consegnato a tutti, a partire da “amici della sinistra istituzionale”.

 
For Latest Updates Follow us on Google News
 

PREV chiamate perse e credito vuoto. Come difendersi da Wangiri 2.0 – .
NEXT i luoghi del bresciano – .