Sono arrivati ​​a Big Town con droga e soldi in macchina – .

Sono arrivati ​​a Big Town con droga e soldi in macchina – .
Sono arrivati ​​a Big Town con droga e soldi in macchina – .

Droga e denaro. Questo è quanto io carabinieri hanno trovato, lo scorso primo settembredentro il BMW nera con cui il 42enne Davide Buzzi e il 21enne Lorenzo Piccinini, entrambi senza patenteerano arrivati ​​al fronte al bar Big Town in via Bologna Con lo scopo di chiedere il pizzo a Mauro Di Gaetano, titolare del ristorante, prima che quest’ultimo, insieme al padre Giuseppe Di Gaetano, reagisse violentemente alla loro minaccia, uccidendo il primo e ferendo gravemente il secondo.

Dopo la violenta colluttazione, una volta perquisita l’auto, i militari del 112 l’avevano infatti ritrovata nell’abitacolo quattro uova di cocaina nascosto in una scatola e 755 euro in contanti divisi in due gruppi, uno a 650 euro E l’altro da 105 euro.

I retroscena emergono a pochi giorni dalla chiusura delle indagini con cui la Procura ha formulato una doppia accusa contro i Di Gaetano: omicidio in associazione a delinquere aggravato dalla crudeltà per la morte di Buzzi, tentato omicidio – sempre in competizione – per ferite inflitte a Piccinini, ricoverato in ospedale e operato d’urgenza all’ospedale Sant’Anna di Cona, dove rimase per oltre un mese e mezzo prima di essere dimesso, riuscendo a salvarsi in maniera miracoloso nonostante il lesioni subite nello scontro.

Secondo il sistema accusatorio, “armato‘ con varie bottiglie di liquore e con uno chiave ingleseMauro Di Gaetano inizialmente ha colpito Buzzi alla testa che poi, una volta in ginocchiosarebbe stato ferito numerose volte in volto e sul corpo da Giuseppe Di Gaetano, mentre quest’ultimo teneva in mano un coltello a serramanico con circa dieci centimetri di lama.

Successivamente, dopo aver ricevuto un altro colpo alla testa con una bottigliail 42enne, sconcertanteavrebbe ho provato ad appoggiarmi al bancone del barquando sarebbe stato nuovamente raggiunto dal proprietario del locale il quale, con a lucchetto da circa un chilo nelle sue mani, li avrebbe ha segnato tra 37 e 38 tiri alla testa, la maggior parte dei quali furono inflitti dopo che la vittima era già caduta a terra, distesa sul pavimento, fino al momento della morte per soffocamento causato dal suo stesso sangue.

La chiave inglese, le bottiglie di liquore e il lucchetto, Mauro Di Gaetano li avrebbe utilizzati anche per fare giustizia privata con Lorenzo Piccinini, che poi sarebbe stato anche lui accoltellato di Giuseppe Di Gaetano rischiando di perdere la vita, salvo, per fortuna, le mazzate non hanno compromesso gli organi vitali e il tempestività dei soccorsiavvisato dal proprietario del bar della minaccia di Buzzi, pochi minuti prima è stato aggredito mortalmentecoprivano a ruolo fondamentale nel salvargli miracolosamente la pelle.

Nonostante questo Piccinini dovrà rispondere anche di quanto accaduto durante quella sera di fine estate. La Procura, infatti, lo accusa, ora detenuto nel carcere di Modena, di aver commesso il reato di tentata estorsione aggravata a scapito di Mauro Di Gaetano poiché, insieme a Buzzi, con violenze e minacce, lo avrebbe costretto a pagare la somma mensile di 3.000 euro.

Già qualche giorno prima, il 25 agosto, secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, Buzzi lo aveva fatto minacciato e picchiato glielo ha ordinato il proprietario di Big Town pagare il “prezzo di protezione” entro il 25 settembre se non voleva che casa sua andasse a fuoco. Lo riteneva responsabile del ritardo nell’arrivo degli aiuti per suo figlio.figliastro‘, il 19enne Edoardo Bovini, morto nella notte tra il 12 e il 13 agosto proprio davanti al bar, a seguito di un malattia di cui soffriva dopo aver assunto letale cocaina mentre già soffriva di problemi cardiaci.

Una circostanza negato dalle indagini della Procura, anche perché Di Gaetano quella sera non era a Ferrara.

La sera del 1 settembre quindi, insieme a Piccinini, cugino di BoviniBuzzi si presentò con uno tanica di benzina nella stanza che aveva posto sul bancone con intenzioni minacciose. Ci sarebbe stato Giuseppe Di Gaetano, che aveva chiesto spiegazioni su quanto stava accadendo picchiato violentemente dai due: il 42enne avrebbe dato gomitate, pugni e calci all’anziano, facendolo cadere a terra per due volte, mentre il 21enne, nell’intiminargli di abbandonare con prepotenza il bar, avrebbe lo colpì a sua volta con calci, lanciandogli anche una bottiglia.

I due però non sarebbero riusciti nel loro intento a causa del comportamento di Vito Mauro e Giuseppe Di Gaetano, che hanno reagito e hanno attaccato Buzzi e Piccininiuccidendo il primo e ferendo gravemente il secondo.

Secondo quanto si apprende, i difensori dei Di Gaetano, gli avvocati Michele Ciaccia, Stefano Scafidi e Lara Zerpelloni, stanno valutando se essere interrogati prima del termine di venti giorni, termine ultimo davanti alla Procura. disporre l’eventuale rinvio a giudizio o chiederne l’archiviazione.

 
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