Coltivare piante “marziane” in una scuola di Taranto – EduINAF – .

Massimo Iavernaro, docente appassionato di spazio al Liceo Scientifico G. Battaglini di Taranto, ci racconta la sua esperienza coltivando “piante marziane” in classe.

Anche la foto che ha scelto per il suo profilo WhatsApp è quello di un panorama marziano rosso. Non c’è dubbio, Massimo Iavernaro, docente al Liceo Battaglini di Taranto, è una vera appassionata di esplorazione spaziale. Lo avevamo già incontrato qualche anno fa, con una scheda didattica che ci insegnava a creare in classe un analogo marziano, cioè un simulante del terreno che si trova sulla superficie del pianeta rosso. Oggi Massimo ha realizzato un nuovo progetto didattico con il suo corso di Scienze Applicate 3M, raccontato dai suoi studenti nella rubrica Notizie dalla scuola. L’obiettivo: sperimentare in classe come i futuri coloni marziani potranno coltivare piante sulla superficie di Marte. Un argomento di sicuro interesse per il futuro dell’esplorazione spaziale.

Partiamo da questa tua passione per lo spazio. Puoi raccontarci da dove viene e qual è il tuo rapporto con l’astronomia?
Fin da bambino ero affascinato dal cielo stellato e dai misteri dell’universo. Ricordo di aver guardato serie televisive come Spazio 1999 ma anche documentari sul sistema solare e in particolare quello di una sonda su Marte che raccolse un campione di regolite con un braccio robotico. Il mio rapporto con Marte e con l’astronomia in generale è profondamente radicato nella mia curiosità e nel desiderio di esplorare l’ignoto. Marte rappresenta una reale possibilità per l’umanità di diventare una specie multiplanetaria. L’astronomia e l’esplorazione dello spazio rappresentano per me l’ultima frontiera della conoscenza umana, un campo in cui ci sono sempre nuove scoperte da fare e nuovi misteri da risolvere. Questi sono gli interessi e le passioni che mi hanno portato a studiare Fisica, per comprendere sia l’infinitamente piccolo che l’infinitamente grande.

I protagonisti del progetto “Pianeta Rosso, Pollice Verde”: il Prof. Massimo Iavernaro nell’ultima fila a sinistra. Partendo dalla sua sinistra in alto e in senso orario: Lorenzo Macrì; Giuseppe Lillo; Michele Berardi; Roberta Sasanelli; Marika Daraio; Eleonora Scarano; Simone Caputo; Roberto Nuzzo; Alessandro Mandurino.

Parliamone Pollice verde, pianeta rossoun progetto didattico davvero unico e originale per questo anno scolastico 2023/2024, di cui i vostri studenti hanno realizzato una dettagliata relazione per la rubrica Notizie dalla scuola.
Come hanno spiegato gli studenti coinvolti nel progetto, l’obiettivo è sperimentare in classe la possibilità di coltivare piante su Marte. Effettuando l’esperienza per una durata complessiva di 6 mesi e, simulando il più possibile un vero e proprio esperimento scientifico, i risultati hanno dimostrato che è possibile germinare e far crescere piante in un simulante della regolite marziana, anche se la crescita è generalmente inferiore a a quello del terreno terrestre naturale. Per questo motivo abbiamo creato un simulante di regolite marziana fatto in casa chiamato MSP-1, per testare la resistenza delle piante a un substrato extraterrestre. Anche selezionare la pianta più adatta allo scopo non è stato semplice. Diversi studi hanno dimostrato che i simulanti della regolite marziana sono in grado di supportare la crescita di un’ampia gamma di piante: asparagi, aglio, carota, crescione, erba medica, lattuga, legumi, loietto, peperone, pomodoro, quinoa, rapa, ravanello, rucola, segale , spinaci e varie piante selvatiche. La nostra scelta è caduta sulla Vicia faba maior, ovvero la fava comune. Poi abbiamo dovuto creare un ambiente semi-controllato per permettere lo sviluppo delle piante, nonostante le condizioni marziane ostili: gravità inferiore a quella terrestre, atmosfera rarefatta, temperatura media di –63 °C, scarsità d’acqua, esposizione continua alle radiazioni e alle particelle ionizzanti e ad un’evoluzione geologica che ha creato condizioni tossiche.

Un esperimento davvero interessante e credo mai fatto prima. Qual è stata la risposta della classe e dei bambini?
Davvero positivo. Un giorno, uno degli studenti rimase così colpito dall’aspetto realistico del simulante che mi guardò ed esclamò: Ma siamo davvero su Marte!. Ma c’è di più. Mi rendo conto che questa esperienza ha permesso agli studenti anche di comprendere meglio le implicazioni etiche, sociali e psicologiche della vita su un altro pianeta e sul nostro. Due miei studenti si sono appassionati all’argomento e come approfondimento hanno letto il libro di Amedeo Balbi, Su un altro pianeta. Esiste un futuro per l’umanità fuori dalla Terra? Anche grazie a questa lettura, la classe ha capito quanto sia importante preservare il complesso e delicato equilibrio necessario per sostenere il più possibile la vita sulla Terra. Un tema particolarmente importante in generale, ma in particolare per il territorio tarantino.

Piante di Marte 5

A proposito della tua città: raccontaci del liceo scientifico dove lavori e di come viene accolto un “professore marziano” particolarmente innovativo come te.
La mia scuola è una grande istituzione che ospita circa 1200 studenti. Il Liceo Battaglini si caratterizza per la forte spinta innovativa, come dimostra il nuovo percorso di studi, il Liceo TrED – Scuola Superiore di Scienze Applicate per la transizione ecologica e digitale, pensato con università e imprese per rispondere alle nuove sfide del mondo intorno a noi. Le aule e i laboratori sono stati recentemente rinnovati con nuovi strumenti e attrezzature. Disponiamo, ad esempio, di una nuova aula immersiva, una vera palestra per mente e corpo, dove curiosità e interesse sono continuamente stimolati e dove è possibile utilizzare immagini e simulazioni che spaziano dalla storia, alla geografia, all’astronomia, alle lingue, all’arte e alla scienza. .
Naturalmente anche qui le difficoltà dovute ai budget limitati e alla burocrazia non mancano, ma ho avuto l’opportunità di lavorare con alcuni colleghi molto disponibili che hanno riconosciuto l’intenso lavoro di ricerca e preparazione che è alla base del progetto. Tra gli studenti, uno, ispirato dalla mia passione, si è ora iscritto al corso di laurea in Ingegneria Fisica in lingua inglese al Politecnico di Torino. Altri due studenti, che attualmente frequentano la scuola superiore, aspirano ad iscriversi rispettivamente alla laurea in fisica e in ingegneria aerospaziale. Queste sono soddisfazioni.

In particolare noi di EduINAF, ma anche diversi ricercatori della nostra istituzione abbiamo collaborato con voi in questi anni per questo ed altri progetti. Vuoi raccontarmi come ti sei trovato e se hai qualche suggerimento per migliorarlo?
La collaborazione con il “mondo della ricerca” è un’esperienza molto arricchente e EduINAF è stata molto utile nel facilitare questa collaborazione. Ho particolarmente apprezzato la disponibilità e l’apertura di ricercatrici come Francesca Altieri, dello IAPS di Roma, esperta di Marte, che ha dedicato tempo e competenze per supportarmi e aiutarmi. Penso che si possa migliorare alcuni aspetti, magari dando più opportunità di formazione ai docenti, aumentando la frequenza delle interazioni tra ricercatori e docenti o proponendo visite in loco da parte dei ricercatori, oppure la possibilità per i docenti di trascorrere del tempo in un ambiente di ricerca.

Torniamo al progetto educativo: avete in mente sviluppi futuri?
Sono molto entusiasta di completare il lavoro e pubblicare il progetto su EduINAF. Ho anche scritto un articolo che spero venga accettato da alcune riviste scientifiche e dal JPL. Ovviamente c’è sempre margine di miglioramento, e penso che sarebbe utile rendere il simulante più fedele alle caratteristiche della regolite marziana e adottare semplici strategie per capire come concimare questo “suolo marziano” per ottenere risultati migliori. Ho chiesto consiglio anche al Planetary Simulant Database (gestito dalla Colorado School of Mines), e il mio sogno è produrre un “simulante marziano certificato” da mettere a disposizione del pubblico per poter realizzare facilmente esperimenti marziani e di astrobiologia nelle classi italiane e straniere.

la vita su Marte: la sfida della coltivazione

 
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