“L’Avellino poteva fare di più. È importante confermare Perinetti e Pazienza” – .

L’ex calciatore e allenatore Salvatore Vullo ha commentato nel corso della rubrica A Tutta C, in onda su Radio TMWsi è parlato molto di Avellino e non solo.

Sia si aspettava qualcosa di più dalla stagione dell’Avellino?
“Da Avellino ci aspettiamo sempre qualcosa in più. Si è investito tanto e la squadra poteva fare di più, era la più attrezzata. Ha recuperato solo all’ultimo minuto, ma noi dovevamo puntare al massimo piuttosto che ai playoff”.

Perinetti e Pazienza saranno comunque confermati. Quanto è importante dare comunque continuità?
“È un punto significativo. Riconfermare l’organico, con Perinetti e Pazienza è importante, anche se forse non tutti i tifosi sono così contenti. Ho sempre rispetto per i tifosi dell’Avellino, ma ultimamente si parla un po’ troppo. Per il mercato, invece, serve un leader in mezzo al campo”.

Il girone C si conferma il più complicato?
“C’è qualità anche nel girone A e nel girone B, ma solo nelle prime tre o quattro squadre. Nel girone C, invece, ci sono molte più squadre che puntano al vertice. Stiamo assistendo a investimenti importanti e molti player ne stanno approfittando per avere una rampa di lancio”.

Cosa ne pensi dell’avvento delle squadre Under 23 in Serie C?
“Non mi sembra giusto escludere le squadre tagliate fuori dai ripescaggi per tesserare gli Under 23. Chi decide dovrebbe fare delle valutazioni non sempre per premiare sempre le squadre di Serie A. Ci sono club che investono molto e non è corretto che vengano lasciati fuori”.

Anche il Campobasso, dove hai allenato, è pronto per il ritorno in Serie B.
“Anche quella non è una squadra provinciale, ma regionale, sempre di Serie D. Spero che la società possa costruire una rosa per ridare lustro alla piazza. C sarà dura, dovranno mettersi nelle migliori condizioni”.

Proprio a Campobasso hai allenato un giovane Luigi Silvestri, quest’anno pilastro del Cesena promosso in Serie B. Si aspettava una carriera così importante da parte sua?
“Silvestri ha sempre giocato con me. L’ho messo ovunque perché oltre ad un fisico straordinario aveva una grande flessibilità.
All’epoca a volte era addirittura necessario rallentarlo. In quella squadra avevo anche Carmine Esposito, che poi vinse tanti campionati tra i dilettanti.
In ogni caso vedevo già Silvestri ad alto livello, aveva fame di calcio”.

Che ricordi hai delle tue esperienze con Avellino?
“Nel 2002-03 fui convocato perché c’erano stati dei problemi con il precedente allenatore poco prima dell’inizio del campionato. La società mi aveva chiesto addirittura di raggiungere la salvezza, ma in fase di pianificazione chiedevo comunque dei premi in caso di raggiungimento dei playoff o promozione; pensavano che fossi pazzo. Poi abbiamo acquistato Marra regista, Molino e Mimmo Cecere portiere. Insomma, abbiamo preso giocatori da tutte le parti e abbiamo creato un grande gruppo, che alla fine ha vinto il campionato.
Da ex dell’Avellino, però, mi sento ancora con Colomba e Bergossi, mentre Tagliaferri purtroppo è venuto a mancare. Ricordo anche che in Serie A avevamo anche Angelillo, che ci faceva giocare divertendoci. Abbiamo vinto perché abbiamo giocato bene”.

 
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