Cannes 77, giornata 4. Lanthimos ribalta Richard Gere impressiona nella fuga in Canada – .

Cannes 77, giornata 4. Lanthimos ribalta Richard Gere impressiona nella fuga in Canada – .
Cannes 77, giornata 4. Lanthimos ribalta Richard Gere impressiona nella fuga in Canada – .

Cielo azzurro e sole: la primavera ricorda Cannes, ma il clima al cinema resta variabile, con qualche nuvola di troppo.

TIPI DI GENTILEZZA di Yorgos Lanthimos (Concorso) – Salutato a premi, il percorso più abbordabile del regista greco, dopo il Gran Premio per “La Favorita” e il Leone per “Povere creature!”, entrambi a Venezia, si ferma bruscamente. Purtroppo resuscitato dalla sceneggiatura di Efthymis Filippou, compagno della prima fase, il brusco ritorno a quel cinema ripugnante che aveva fatto di Lanthimos, per alcuni, un autore addirittura apprezzato, provoca immediato fastidio. Diviso in tre parti, tutte accompagnate dagli stessi attori, tra cui Emma Stone, Jesse Plemons e Willem Dafoe, la prima racconta di un uomo che non obbedisce a una richiesta estrema; nella seconda di un uomo che non accetta che la persona scomparsa e poi ritrovata sia in realtà sua moglie; nel terzo una donna è schiava di una setta. Se vogliamo parlare di gentilezza, qui in versione ironica se non antifrastica, Lanthimos entra in un gioco dove le regole infrante rompono il banco, mostrando un’umanità senza etica e illuminata dal masochismo. Scomposta nella consueta forma paradossalmente esasperata, la chirurgia dei fatti si avvale di una continua costruzione per eccesso, allo scopo di innescare una repulsione, ma è soprattutto un film che sa essere ruffiano, a cominciare dall’uso di Sweet Dreams sparato a tutto gas in apertura. Gelido e volutamente repellente, dura quasi tre ore. E questa non è certo una tenerezza per lo spettatore. Voto: 4,5.

OH, CANADA di Paul Schrader (Concorso) – La storia di Leonard Fife, documentarista politico che dopo aver disertato la chiamata per il Vietnam, si rifugia in Canada. Sovrapponendo le varie fasi della sua vita, Schrader ricostruisce il viaggio attraverso un colloquio, al quale partecipa anche la moglie, che verrà a conoscenza di alcuni dettagli nascosti della sua relazione. Il film è sostenuto soprattutto da Richard Gere, che curiosamente torna a lavorare con Schrader, qui con il corpo ormai vecchio e stanco dopo averlo esaltato nel suo splendore giovanile in “American Gigolo”. Un Gere straordinario, che potrebbe anche assicurarsi un premio. Voto: 6,5.

TRE CHILOMETRI ALLA FINE DEL MONDO (Concorso) di Emanuel Parvu – Adi ha 17 anni e torna per le vacanze in un villaggio rurale della Romania. Una notte, tornando a casa, viene aggredito e picchiato a sangue. I genitori si rivolgono alla polizia, ma il motivo che scoprono (il figlio è omosessuale ed è stato picchiato per questo motivo) destabilizza la serenità familiare. Una volta scoperti i due ragazzi colpevoli, il cui padre ha un credito con la famiglia di Adi, sarà fatto di tutto per tenere il resto del Paese all’oscuro, per non avviare una denuncia che dia luogo ad un processo e cercheremo di ” guarire” il giovane, anche con un esorcismo da parte del parroco del paese. Tra pregiudizi e ignoranza, il film è piuttosto elementare, fragile nella progressione narrativa e debole nell’affrontare questo tema. Voto: 5.

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Il Gazzettino

 
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