“Se non ci fosse stato quel rumore, forse non avremmo avuto quella musica” – .

“Se non ci fosse stato quel rumore, forse non avremmo avuto quella musica” – .
“Se non ci fosse stato quel rumore, forse non avremmo avuto quella musica” – .

L’operazione militare speciale di guerra lanciata un paio di anni fa dalla Federazione Russa contro l’Ucraina ha suscitato non solo molte fondate preoccupazioni che ancora permangono, ma anche effetti di minore impatto. Non pochi, infatti, si chiedevano se fosse il caso di continuare a invitare i giovani a leggere quella coppia di inguaribili guerrafondai chiamata Tolstoj e Dostoevskij. Vengono alla mente i brani della Recherche in cui l’esteta Marcel racconta lo scandalo provocato dal musicista Morel che volle suonare Bach e Beethoven negli eleganti saloni della Ville Lumière mentre i cannoni tedeschi ruggivano incessanti sulle vicine rive della Marna. .

Qualcosa di simile, però, accadde anche sulle sponde della Sprugola. Volevano erigere un monumento a Richard Wagner: per la musica che aveva creato e per aver soggiornato a Sprugola nella tarda estate di sessantuno anni prima in un albergo ancora oggi sconosciuto. Sappiamo solo che non poteva essere “Il Croce di Malta”, oggi sede della Fondazione e allora interamente occupata dalla Corte Sabauda. Furono in molti a spingere per la statua dell’autore della musica che immortalò i miti germanici ma la situazione politica internazionale sconsigliava di portare avanti l’iniziativa. A questo si pose rimedio nel marzo di cinque anni fa, quando nel largo Cavallini che conduce da via Sforza a piazza Sant’Agostino fu scoperta una statua raffigurante Wagner seduto in poltrona, opera dello scultore russo Aidyn Zeinalov, lo stesso che la Sirena che domina all’inizio della passeggiata Morin.

Tuttavia, se devo dire la mia, mi dispiace un po’ che l’idea del monumento non sia stata realizzata centodieci anni fa. Perché se lo avessero fatto forse sarebbe venuto fuori anche da quale locanda il nostro Riccardo era uscito nella notte, non riuscendo a prendere sonno per i rumori che provenivano da fuori. Ma fu una beata vita notturna a farlo saltare giù dal letto per portarlo in riva al mare la cui risacca ispirò il preludio dell’Oro del Reno: se non ci fosse stato quel rumore, forse non avremmo avuto quella musica. Se però avessero realizzato la statua allora, a causa della distanza temporale più breve forse avrebbero scoperto in quale albergo Wagner era stato ospitato. Oggi però disponiamo di tre diverse versioni dell’albergo di Wagner, nessuna delle quali cita la fonte a cui ha attinto per avvalorare la propria ipotesi. È quindi impossibile dire esattamente dove soggiornò Wagner. Possiamo solo dire che il grande Riccardo non dimenticò mai il suo soggiorno a Sprugolandia seppur brevissimo.

 
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