Lazio seconda in Italia, Roma prima tra le province con la percentuale più alta • Terzo Binario News – .

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Stress lavorativo nel Lazio: donne (66,7%) e giovani lavoratori (60,4%) i più colpiti

In Italia è in aumento il numero di persone che dichiarano di soffrire di sofferenze psicologiche legate al lavoro: secondo l’INAIL, infatti, nel primo trimestre del 2024 erano oltre 22.000 denunce di malattie professionali legate a disturbi mentali e comportamentale, con uno crescita del 17,9% rispetto allo stesso periodo del 2023.

Ciò è confermato anche dai dati raccolti dal servizio di psicologia online Uno buono nell’ambito dell’analisi condotta per indagare il rischio di burnout in Italia e disagio psicologico legato al lavoro: nel primo trimestre del 2024, il lo sono le persone che vivono disagi sul fronte lavorativo Infatti aumentato del 109,7% rispetto allo stesso periodo del 2023. In particolare, il 28,3% di chi si è rivolto a Unobravo in cerca di sostegno ha dichiarato di averne difficoltà Proprio sul fronte professionale. Di questi, il 57,3% ne manifesta uno sofferenza generata dal lavoro e il Il 10% attribuisce le principali complicazioni al luogo di lavoro che sta affrontando nella vita di tutti i giorni. Uno scenario critico, poiché il disagio psicologico derivante dal lavoro può avere un forte impatto sulla vita delle persone, portando anche a sintomi fisici che, se non trattati, possono portare a sindrome del burn-outuna condizione che, secondo l’analisi Unobravo, vede 8 persone su 10 sono a rischio tra coloro che si sono sottoposti al test di screening gratuito.

In tutto il Paese si avvertono anche i problemi legati al benessere sul lavoro Lazioche da solo rappresenta il Il 10,6% del totale nazionale posizionandosi come il seconda regione in Italia per stress lavorativo.

Roma è al primo posto tra le province con la più alta percentuale di stress lavorativo

Approfondendo ulteriormente l’analisi sulla singola regione, i dati raccolti da Unobravo mostrano come a livello provinciale nella provincia di si concentra la maggioranza di coloro che dichiarano di avere problemi psicologici legati al lavoro Roma (83,7%). Decisamente più basse le percentuali legate alle altre zone della regione, tutte sotto il 7%: Latina (6,8%), Frosinone (5,1%), Viterbo (3,1%) e Rieti (1,3%).

Lazio: crescono le richieste di sostegno per problematiche lavorative (+105,5%)

Nel 2023 le persone nel Lazio che hanno manifestato disagio psicologico sul fronte lavorativo sono aumentate del 77,2% rispetto all’anno precedente e la tendenza si conferma anche per quest’anno: in primi quattro mesi del 2024In effetti, ne emerge uno crescita del 105,5% rispetto allo stesso periodo del 2023, con oltre un quarto (27,3%) degli intervistati laziali che deve affrontare problemi legati al lavoro e cercare supporto psicologico per questo.

Stress lavorativo nel Lazio: donne e giovani tra i più esposti al rischio

Dall’analisi condotta da Unobravo, nel Lazio sono soprattutto le donne a chiedere supporto psicologico per problematiche legate al lavoro, che da sole rappresentano la 66,7% del totale, mentre il restante 33,3% è composto da uomini. Il dato è in linea con la media nazionale (66,3% contro 33,7%), così come l’evidenza relativa alle fasce d’età: anche nel Lazio ad essere più colpite sono le persone che si trovano nella fascia di età più bassa. prima fase della loro carriera professionale: IL 60,4% ha tra i 25 ed i 34 annimentre il 25% è incluso nella fascia dai 35 ai 44 anni. Le fasce di età 45-60, 18-24 e over 60 erano tutte inferiori al 9%.

Il commento

“La situazione nel Lazio mostra un quadro preoccupante, che conferma la tendenza nazionale. Sempre più persone lamentano disagi psicologici legati al lavoro che, se non trattati, possono portare a sintomi fisici e condizioni gravi che incidono negativamente e interferiscono con la vita delle persone, come la sindrome del burnout”, spiega il Dott.ssa Valeria Fiorenza Perris, Psicoterapeuta e Direttore Clinico di Unobravo. “La sindrome si sviluppa in quattro fasi: entusiasmo e aspettative irrealistiche, stagnazione, frustrazione e apatia. Riconoscerli quanto prima è fondamentale per richiedere, in tempo e prima che la sindrome abbia gravi ripercussioni sulla propria vita, l’intervento e il sostegno di uno psicologo o psicoterapeuta, figure che possono aiutare a ristabilire un equilibrio tra vita privata e professionale. uno”.

Pubblicato giovedì 23 maggio 2024, ore 06:37:17 © TUTTI I DIRITTI RISERVATI

 
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