Treviso. Maurizio è Babbo Natale tutto l’anno – .

Treviso. Maurizio è Babbo Natale tutto l’anno – .
Treviso. Maurizio è Babbo Natale tutto l’anno – .

TREVISO – Chi l’ha detto che Babbo Natale si vede solo nella notte tra il 24 e il 25 dicembre? A Treviso c’è tutto l’anno. È chiamato Maurizioalias “Babbo Natale”, ha 67 anni, lo è San Pelajo e vedendolo camminare per strada ci si chiede se sia lui il vero Babbo Natale. La somiglianza è incredibile. Ha le guance paffute, la lunga barba bianca e i capelli spettinati, il panciotto e un sorriso smagliante. Ma soprattutto c’è quel “Oh Oh” pronunciato con un tono sonoro che fa sorridere grandi e piccini.

La storia, ecco chi è Babbo Natale di Treviso

Il suo essere “Babbo Natale” è nato per caso nel mezzo di una pandemia, come se fosse un segno del destino. “Quando è arrivato il Covid, ho deciso che non mi sarei più rasato la barba – spiega Maurizio – E così è cresciuta diventando sempre più lunga. Ma era completamente nera. Poi improvvisamente ha cambiato colore ed è diventata tutta bianca». La gente ha iniziato a fermarlo per strada attribuendogli l’identità di alcuni personaggi noti. “Mi hanno chiamato Mosé e anche qualcuno Dio – ride – Ma ho visto che la maggior parte delle persone ha visto in me Babbo Natale. Mi hanno chiamato così per strada e mi sono fermato. Così ho deciso di diventare lui“. E ha anche cucito addosso gli abiti di Babbo Natale nelle versioni estive e invernali. Oggi percorre le strade di Treviso con a sorriso smagliante ma il passato di questo Babbo Natale trevigiano è stato tutt’altro che roseo. «Ho avuto un’infanzia infelice – spiega – Mia madre è stata in istituto fino all’età di 18 anni. Ha avuto sette figli ma non si è mai preoccupata troppo di noi. Se aveva soldi li usava per comprare creme. Fino all’età di 14 anni ho viaggiato in vari istituti, poi sono tornato a casa e sono andato a lavorare in un bar. Mia madre mi ha chiesto una percentuale del mio reddito, quindi me ne sono andato. Maurizio inizia a lavorare in vari bar e locali della città. Su tutti l’ex bar Italia davanti al teatro. “Non ho mai avuto aiuto, ho sempre cercato di cavarmela”, spiega.

Aiuta gli altri

Oggi Maurizio si dice felice. «Sento finalmente di aver trovato il mio scopo nella vita – ammette commosso – Non avevo mai festeggiato il Natale prima e ora ritrovo tutto quell’amore che da bambino non avevo mai ricevuto. Trovo divertente essere Babbo Natale e mi soddisfa con tutta la sofferenza. Sono sempre stato solo e voglio dare il più possibile una mano agli altri». Se ha soldi in tasca, Maurizio si trasforma in un vero Babbo Natale comprare cibo per chi non può permetterselo o anche vestiti. Solo pochi giorni fa ha accompagnato una sua amica con suo figlio a mostrare una giacca e, a lui, pagherà anche le spese per il dentista. «Cerco di restituire come posso l’amore che sto ricevendo – sottolinea – non chiedo nulla in cambio. Ci sono persone che per Fai una foto con me vorrebbero darmi dei soldi. Ma non li voglio. Non voglio approfittare del mio essere Babbo Natale». L’agenda di Santa Maurizio è già piena per il prossimo inverno. Ascolterà i desideri dei bambini in modo noto villaggio a tema della zona, andrà a portare un sorriso ai bambini ricoverati nel reparto pediatrico dell’ospedale e regali in un campo rom. “Tutti sono innamorati di Babbo Natale. So di non essere di Maurizio – dice ridendo – Ma a me va bene così, finché dura e finché mi cercano, sarò Babbo Natale. Adoro vedere come porto un sorriso a chiunque mi incontri per strada. Ormai credo che tutti i trevigiani abbiano una foto o un video con me sul cellulare».

 
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