“Il lavoro, la Juve, mi ha portato qui”. Sulla Chiesa… – .

“Il lavoro, la Juve, mi ha portato qui”. Sulla Chiesa… – .
“Il lavoro, la Juve, mi ha portato qui”. Sulla Chiesa… – .

Se tre anni fa mi avessero detto che sarei stata qui non ci avrei mai creduto, è stata una bellissima salita. Ogni anno, ogni giorno. Ho lavorato così duramente per essere qui e ora sono molto orgoglioso“. Inizia così l’intervista rilasciata da Andrea Cambiaso ai canali dell’UEFA. Una crescita quotidiana, a partire da 36 mesi fa in cui contava appena 7 presenze in Serie B. Passo dopo passo è arrivato al Juve e su convocazione del Luciano Spalletti.

Cambiaso: “Il lavoro della Juve e le storie di Chiesa”

Cambiaso ha toccato diversi argomenti nel corso dell’intervista. Il classe 2000 torna per primo sul percorso che lo ha portato ad essere convocato da Spalletti : “Ci speravo, ma non c’è mai stato un giorno in cui ho creduto davvero di potercela fare. Ho fatto finta di niente. Lavoravo tutti i giorni pensando alla Juventus. Avevo frequentato un ritiro prima di quello in America ma non avevo giocato. Diciamo che questa speranza l’ho coltivata in silenzio alla Juventus. Ero già molto felice di avere 30 anni, poi quando ne ho compiuti 26 è stata una grande emozione. Sono molto felice, soprattutto per la mia famiglia“.

Dalle emozioni della convocazione a quelle vissute da chi ha vinto Euro 2020, e che oggi condivide con lui lo spogliatoio: “Sono sempre vicino a Chiesa a pranzo e gli chiedo spesso quali emozioni ha provato in quel torneo, ne parliamo spesso e ora speriamo di rispondere. Quella sera a Wembley ero a casa con alcuni amici, il giorno dopo dovevo partire per il ritiro con il Genoa. Lo ricordo benissimo, ricordo la parata di Gigio su Saka, un bellissimo ricordo. La cosa bella è che la stavo guardando con gli amici che saranno sugli spalti con la Spagna. È un cerchio che si chiude, è una cosa bella per i ragazzi che mi sostengono sempre“.

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