arriva in Consiglio regionale la battaglia per la 194 – .

arriva in Consiglio regionale la battaglia per la 194 – .
arriva in Consiglio regionale la battaglia per la 194 – .

La mozione sarà discussa domani, 18 giugno, al parlamento lombardo. Obbiettivo, indurre la Regione a fare un passo indietro. E, dopo il primo sì “entusiasta” all’emendamento del governo che ha dato il via libera all’ingresso dei volontari pro-vita negli ambulatori, si esprime al fine di “evitare qualsiasi interferenza con la libera scelta delle donne, non applicando il contenuto della modifica contenuta nel decreto legislativo n. 19/2024 – Decreto ulteriori disposizioni attuative del Pnrr, relative all’ingresso nei consultori delle associazioni pro-vita”.

Egli arriva al Pirellone la battaglia dei consulenti: il Pd ha presentato una mozione per chiedere l’applicazione della legge 194 in Lombardia. Dove oggi, secondo l’ultimo sondaggio condotto dai democratici, in 5 strutture l’obiezione di coscienza è al 100%. e quindi non vengono praticate interruzioni volontarie di gravidanza, e nel 19% delle strutture il livello di opposizione varia dall’80 al 100% del personale sanitario.

Punto di partenza della richiesta dei Dem – primo firmatario, l’ la consigliera regionale del Pd Paola Bocci – è allora il no che si chiede alla Regione di fronte all’ingresso dei volontari pro-vita e anti-aborto negli ambulatori. Sulla carta, liberalizzata dal governo negli ultimi mesi, con un emendamento al decreto Pnrr che ha sollevato dubbi anche in Europa. In realtà, però, sono già presenti in Lombardia da tempo, anche grazie all’introduzione, ai tempi del governo Roberto Formigoni, del cliniche confessionali private che lavorano in convenzione con il sistema sanitario regionale, ricevendo quindi rimborsi. Ma essendo di ispirazione cattolica, portano avanti principi pro-vita.

«Chiediamo inoltre – spiega il PD Bocci – che in tutte le strutture siano garantite le interruzioni volontarie di gravidanza, che le IVG farmacologiche con RU486 siano effettuate negli ambulatori (che rappresentano circa il 49 per cento degli interventi eseguiti nel 2023 in Lombardia, ma si possono fare solo in ospedale, ndr), nonché la predisposizione da parte della Regione di materiale informativo e divulgativo in diverse lingue, e per garantire la contraccezione gratuita ai soggetti fragili e agli under 24″.

Nel 2023 in Lombardia sono state effettuate 11.147 interruzioni volontarie di gravidanza: un dato stabile rispetto al 2022, e in calo rispetto al 2019, ultimo anno prima del Covid. «Questo è un ulteriore segnale che la legge 194 funziona», ribadisce Bocci. Resta da vedere, quindi, come il parlamento di via Filzi, in cui il partito di maggioranza è FdI, si esprimerà sulla questione pro-vita: proprio in Aula la giunta Fontana, attraverso il sottosegretario Mauro Piazzaaveva definito l’emendamento del governo al decreto legislativo Pnrr che li accoglie negli ambulatori, uno strumento “per invertire il fenomeno del calo della natalità”.

 
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