Allattamento, con telesupporto +25% a 3 mesi dal parto

Allattamento, con telesupporto +25% a 3 mesi dal parto
Allattamento, con telesupporto +25% a 3 mesi dal parto

Un aumento del 25% del tasso di allattamento esclusivo al seno a 3 mesi dal parto grazie al telesostegno ai genitori rispetto all’assistenza standard e può avere un effetto positivo anche fino a 6 mesi è il dato rilevato da un recente studio.
Lo sviluppo delle telecomunicazioni negli ultimi 150 anni è stato impressionante, sia in termini di strumenti (“dispositivi”) che di tipologia di connettività e, durante la pandemia di Covid-19, è esploso l’uso della telemedicina.
Sulla base di queste esperienze, la Società Italiana di Neonatologia (Sin) ha realizzato e diffuso un Position Statement sul Telesostegno all’Allattamento al Seno, da me coordinato.
Nel documento abbiamo innanzitutto evidenziato la grande efficacia, in termini di promozione e sostegno dell’allattamento al seno, dell’utilizzo di queste nuove tecnologie in campo medico e individuato e descritto i requisiti, esaminando la normativa in materia.
Sin ha condotto una ricerca qualitativa, secondo la metodologia Focus Group, su un campione di infermieri e medici di Neonatologia italiana, mostrando come, nonostante la comunicazione tra operatori sanitari e madri sia più difficile, il telesostegno all’allattamento è apprezzato dalle famiglie, consentendo anche le desiderate partecipazione dei padri in misura maggiore rispetto alle consuete consultazioni di persona.
Durante la pandemia, il personale sanitario ha svolto questa attività negli ospedali ancora una volta con impegno e dedizione personale, raramente potendo contare su un’adeguata organizzazione aziendale che fornisse i dispositivi necessari e una formazione specifica.
Nonostante i decreti legislativi sulla telemedicina siano stati emanati nel 2022 e lo stesso Pnrr riconosca alla telemedicina un ruolo centrale nella riorganizzazione sanitaria, le esperienze di telesostegno all’allattamento, una volta superata l’emergenza pandemica, in assenza di un progetto preciso, si sono, purtroppo, arrestati nella maggior parte delle strutture sanitarie, ignorando il grande valore che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) attribuisce agli interventi preventivi nel campo della salute materno-infantile.
Uno studio scozzese (Ajetunmobi O et al. PLoS One 2024 maggio 22), pubblicato pochi giorni fa, ha confermato ancora una volta come l’allattamento al seno migliori lo stato di salute della popolazione pediatrica e riduca l’accesso alle cure mediche, anzi abbassi i costi sanitari.
In questa situazione, il semplice contatto telefonico con l’utente resta la prima modalità di supporto all’allattamento, che può consentire il triage per programmare una videochiamata di supporto con operatori sanitari adeguatamente formati, quando non è possibile avere un consulto di persona. o comunque in breve tempo.
Le visite di sostegno all’allattamento in presenza, come ha affermato anche il Presidente Sin Luigi Orfeo, dovrebbero rappresentare l’effetto di un’efficace selezione effettuata tramite smartphone o computer e dovrebbero essere organizzate dalle aziende sanitarie in integrazione tra strutture ospedaliere e territoriali.

* Presidente della Commissione Allattamento della Società Italiana di Neonatologia (Comasin)

 
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