per il Festival di Sanremo la Rai scommette sull’usato sicuro – .

Il primo turno finisce 2 a 1: nemmeno Amedeo, che alla vigilia dei suoi cinque Sanremo ci aveva abituato a incursioni quotidiane nel Tg1, non aveva mai osato tanto. Ieri mattina, al telegiornale delle 8, l’annuncio ufficiale, in serata, alle 20, il clamoroso bis: come ampiamente previsto, Carlo Conti sarà lui il prossimo conduttore e direttore artistico di Sanremo, incarico biennale, per il 2025 e il 2026. E “Striscia la notizia” accende subito una prima polemica: l’accordo con il Comune scade con la prossima edizione, per l’edizione 2026 dovrà essere rinnovato. Ma c’è tutto il tempo per farlo, e la polemica sembra di breve durata.

A parte questo, e l’investitura ufficiale, nessuna sorpresa. Là Raidopo essersi lasciata scappare la gallina dalle uova d’oro (e gli indici di platino), investe nell’usato sicuro: il sessantatreenne conduttore fiorentino ha già al suo attivo tre Festival, dal 2015 al 2017, con ottimi risultati. ascolti più che positivi e l’inizio di un processo di rinnovamento poi approfondito dai suoi successori.

«Torno a Sanremo dopo otto anni, cercherò di riprendere il lavoro fatto e portato avanti alla grande dalle due edizioni di Claudio Baglioni e dalle cinque in poi Amadeus”, le parole rivolte agli spettatori dal salotto della mattina. Sì, ma che tipo di festival sarà? Visto che se ne parla con così tanto anticipo, sarebbe bello saperlo, ma la strategia comunicativa non prevede sorprese, solo il posizionamento sul territorio, puntando «come sempre al centro la musica, quella attuale, che è popolare, speriamo di fare un buon lavoro e di continuare la bellissima tradizione di questo evento che riunisce tutti, tutta la famiglia davanti alla tv”.

Il problema è l’eredità pesantissima degli ultimi cinque anni, straordinaria per ascolti, introiti pubblicitari e risultati nelle classifiche dei record. Ora, è vero che Conti ha condotto 2.154 puntate de “L’eredità”, ma si parlava d’altro. In una Rai divisa su tutto e tutti, ha messo d’accordo tutto e tutti, o almeno così ci fanno credere: l’amministratore delegato Roberto Sergio, che se n’è andato, il direttore generale Giampaolo Rossi, il direttore di Prime Time Entertainment Marcello Ciannamea .

Carletto la mora è pronta alla sfida e ringrazia l’affetto della «nostra azienda», dai vertici «alla donna delle pulizie, ai cameramen, ai tecnici. Ho sentito questo sostegno per me che mi ha fatto dire: torniamo indietro”. Un ritorno che è subito festoso, visto che c’è tutto il tempo prima che arrivino le note (dolorose?): «Sarà anche un bel modo di festeggiare i miei primi 40 anni in Rai: il primo contratto risale al giugno 1985». Giorgia Cardinaletti la sera gli ricorda anche che il suo «primo Sanremo» non è stato quello del 2015 e tira fuori un film del 1991 in cui era il chitarrista dell’amico Pieraccioni: «Ma non era il Festival, eravamo a» Sanremo folies” e Leonardo aveva portato con sé me e Novello Novelli”.

Follia o no, è ora di mettersi al lavoro, in cinque anni l’Amatissimo ha messo sottosopra come un calzino la terra dei cachi: «Ci sono passaggi ben precisi: ora c’è la cosa più importante, il regolamento, poi si inizierà per ascoltare le canzoni delle nuove proposte, poi quelle dei big e infine cercherò di capire la squadra con me sul palco per la presentazione e tutti gli ospiti e cosa ne deriva”.

Come quello già citato Pieraccioni e Panariello al suo fianco? «Non credo, almeno non in presenza fissa. Penso che andrò avanti con l’idea di alternare ogni sera qualcosa di diverso, e poi facciamo troppe cose insieme, quelle due quasi non le sopporto più”.

Proprio per rassicurare l’azienda, e lo stesso Carlo, arriverebbe il primo messaggio di congratulazioni per il rinnovato incarico Fiorelloche, avendo spento «Viva Rai2!» telecamere, si gode un po’ di riposo: «Se fossimo stati in onda», scrive, «ci saremmo divertiti un sacco». Poi arrivano gli auguri, e una telefonata, da parte di Amadeus. Intanto i social impazzano: al Festival mancano circa dieci mesi, ma post, meme e immagini d’archivio lo mettono in cima alle tendenze. Annalisa è la più citata come co-conduttrice, Alessandro Cattelan sta andando forte, anche per condurre il Dopofestival, nel caso dovesse tornare.

«Carlo Conti è un professionista che ha aperto la strada anche ai grandi risultati di Amadeus e siamo contenti del suo ritorno alla guida della manifestazione», applaude Enzo Mazza, amministratore delegato della Fimi, la conf dell’industria discografica, citando il «momento particolarmente felice» per l’industria musicale italiana». Ma poi chiede a mamma Rai di sborsare qualche soldo in più per «la questione prioritaria dei costi del festival: per le aziende oggi sono assolutamente insostenibili».

Nel collegamento serale con Cardinaletti c’è spazio per qualche battuta in più, rivedendo le immagini dell’esordio tutto«Ariston nel 2015: «Sono decisamente invecchiato: quando mia moglie vide quel video mi disse: “Quanto eri giovane!” Era una grande fonte di energia. L’unica cosa che resta ancora è il colore della pelle e la voglia di fare musica, di fare festa, di tenere alto il nome di Sanremo”.

Nel 2017 è stato il grande successo del suo terzo Festival Maria De Filippi, divertito nel ruolo di cameriere o poco più. E se fosse lei la regina della prossima edizione?

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