A Potenza lo spettacolo che trasforma il dramma dei migranti nell’utopia di un’isola senza confini – .

A Potenza lo spettacolo che trasforma il dramma dei migranti nell’utopia di un’isola senza confini – .
A Potenza lo spettacolo che trasforma il dramma dei migranti nell’utopia di un’isola senza confini – .

Il 18 giugno al Parco Baden Powell di Potenza alle 18.30 arriva “La fantasiosa storia di Espérer”, una fiaba cantata che è partita in aprile da Lampedusa e sta attraversando l’Italia intera, passando per città, paesi, mari, tra i sud e nord Italia, fino a Bardonecchia.
Lo spettacolo è messo in scena a Potenza da Antonio Damasco, regista e ideatore, con Laura Conti, Maurizio Verna, Mico Corapi del Teatro delle Forme di Torino con la Fondazione Città della Pace per i Bambini Basilicata.

L’isola di Esperer ha cominciato a prendere forma nel 2015, quando Antonio Damasco, drammaturgo, attore e regista della Rete Italiana di Cultura Popolare si è trovato a dover spiegare alle sue due bambine cosa stava succedendo sugli scogli di Ventimiglia. A partire dal giugno di quell’anno, persone provenienti dai paesi più poveri del continente africano, in transito attraverso l’Italia e dirette in Francia, si fermarono sulla linea di confine, rifugiandosi sulle rocce per oltre quattro mesi. Da quell’esperienza è nata una favola allegorica, trasferita in un libro illustrato da Alice Tortoroglio: “La fantasiosa storia di Espérer” e uno spettacolo teatrale che guarda all’Europa del 2050. Dal 2016 la favola che trasforma il dramma dei migranti nell’utopia di un isola senza confini, è diventato anche un progetto di partecipazione condivisa dal basso, attraverso un simbolico certificato di esistenza, mentre lo spettacolo, partendo da Torino, si espande progressivamente in un tour nazionale che coinvolge le città di Genova, Benevento, Foggia, Lecce, Palermo e i comuni di Cambiano, Casciana Terme, San Lazzaro di Savena (BO), San Sepolcro (AR), Carrara e Alessandria.

Espérer dispone di un ufficio anagrafico, nel quale potremmo trovare i nomi di milioni di uomini e donne che hanno lasciato l’Italia per il Belgio, la Francia, la Germania, ma anche l’Argentina, gli Stati Uniti e tanti altri. Ancora oggi sono migliaia le persone che cercano l’isola fuori dal Paese, solo negli ultimi dieci anni oltre 82.000 italiani, per lo più giovani, si sono messi in viaggio. Mentre altri uomini, donne e bambini cercano di raggiungere l’Europa attraverso il Mediterraneo e la rotta balcanica con lo stesso disperato bisogno, spesso respinti da un’Europa che sembra non aver capito negli ultimi trent’anni come gestire flussi, risorse e possibilità, ma soprattutto le storie di chi sta arrivando. Ma Espérer parla ai giovani perché gli abitanti dell’isola che esistono sono quei ragazzi e ragazze bisognosi di un “Certificato di Esistenza” nei confronti di Espérer per ricominciare a sognare.

Questa iniziativa rientra nel programma “migrAzioni 2024” organizzato dalla Fondazione Città della Pace per i Bambini Basilicata che mira a celebrare la “Giornata Mondiale del Rifugiato” nell’ambito delle attività di accoglienza dei progetti SAI con mostre fotografiche, documentari, eventi culturali e sportivi. Dal 13 maggio al 28 giugno saranno coinvolti gli abitanti dei diversi centri della Basilicata che ospitano rifugiati per ricordare che nel 2023 sono oltre 117 milioni le persone costrette a fuggire a causa di guerre e persecuzioni secondo i dati dell’UNHCR. L’iniziativa è finanziata con le risorse del progetto SAI promosso dal Comune di Potenza, in coprogettazione con ARCI Basilicata, Consorzio Officine Sociali e Cooperativa la Mimosa nell’ambito delle attività di animazione sociale ed è ospitata presso il Parco Baden Powell grazie al Venere sociale cooperativa.

 
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