La nuova scuola di Cascinetta-Cajello “in una zona inquinata e rumorosa” – .

La nuova scuola di Cascinetta-Cajello “in una zona inquinata e rumorosa” – .
La nuova scuola di Cascinetta-Cajello “in una zona inquinata e rumorosa” – .

Una foresta “buffer”, da salvare per questa funzione. E che per lo stesso motivo è inadatto ad una nuova scuola: è la visione del Salviamo gli alberi del Comitato Gallaratechi combatte ccontro la distruzione del boschetto di via Curtatone a Gallaratedestinato a far posto al nuovo plesso scolastico unico Cascinetta-Cajello.

Galleria fotografica

Passeggiata nel bosco di via Curtatone a Gallarate 4 di 8

Sabato si è svolta l’iniziativa promossa dal Comitato per far conoscere il territorio con una guida naturalista: «Il gruppo di una trentina di partecipanti è entrato nell’area sotto la guida di Walter Guenzaniun appassionato di ornitologia che collabora con la Lipu e Gio (Gruppo Ornitologico Insubrico) e che ha effettuato per il Comitato un sopralluogo per censire la biodiversità presente in quest’area di 20.000 metri quadrati”.

Come ha affermato Guenzani nella sua introduzione, la passeggiata non vuole essere solo una scoperta
ricchezza della foresta, ma Evidenziamo inoltre le criticità del progetto Grow29, nel voler localizzare la futura scuola
in un luogo fortemente inquinato e rumorosotra un’autostrada, una ferrovia e un’arteria stradale. «Non lì
Ti ho portato in un posto bellissimo”ha affermato, percorrendo l’unico sentiero della zona e accompagnando i presenti lungo la barriera autostradale che costeggerà il complesso scolastico, “in mezzo al rumore delle auto che rendeva difficile anche ascoltare i discorsi”.

In questo contesto, come ha affermato Olivia Pastorelli del Comitato, non è un caso che la foresta sia rimasta intatta fino ad oggiperché così era stato pensato dagli stessi amministratori comunali fascia protettiva per la salute degli abitanti del quartiere Cascinetta e nelle vicinanze di case popolari: «Questa foresta non è vuota, ma è piena di salute e di vita di cui non possiamo privarci» ha ribadito.

Passando poi al verde, Guenzani ha illustrato gli aspetti naturalistici della zona, che ospita numerose varietà di uccelli, non solo stanziali – come la capinera o la cinciallegra, che nidificano tra gli alberi e i cespugli circostanti – ma anche frequentatori di i boschi – come il picchio rosso e il rondone – per trarre nutrimento da un ambiente che è tra i pochi ancora intatti e spontanei della zona. Guenzani sosteneva che l’area, del tutto inadatta ad una scuola, potrebbe invece essere riqualificato e “rigenerato” con interventi di pulizia e miglioramento forestale diventare un parco ad uso pubblico.

«Questi alberi attutiscono i rumori e ci difendono dall’inquinamento. Tagliarli significherebbe aggravare problemi ambientali già gravi e trasformare l’area in un’isola di calore. Perché invece non fare del bosco un uso educativo, portare qui i bambini per insegnare loro ad osservare e ad ascoltare la natura? Sarebbe una vera lezione di educazione civica”, ha sostenuto Elisa Giaccherello, del Comitato, sostenendo la proposta di Guenzani.

“La foresta è stata creata dagli stessi abitanti del quartiere e per loro deve essere preservata”, ha aggiunto Filiberto Zago, mentre alcuni cittadini del quartiere ricordavano come loro stessi, da bambini, fossero venuti dalle scuole vicine per piantare qui
di nuovi alberi. Gli interventi hanno evidenziato anche il problema del traffico e le maggiori difficoltà di trasporto che si creerebbero con una scuola più congestionata e lontana dalle zone di residenza, con il rischio di un aumento degli abbandoni scolastici.

Infine, una domanda per chiudere l’iniziativa: cosa si può fare per salvare la foresta? Hanno provato a rispondere Alessandro Pennati, del Consiglio federale nazionale di Europa Verde, e Claudio Spreafico, di Legambiente Ticino e Rete Comitato Malpensa e rappresentante delle associazioni della comunità del Parco del Ticino.
Pennati sosteneva la necessità di «una componente civica emerge al di là del Consiglio comunaleQuello i cittadini costruiscono massa critica, diffondono le iniziative del Comitato per salvare la foresta e far comprendere a tutti l’importanza di questo territorio. Di fronte ai grandi problemi ambientali, ogni cittadino può fare molto difendendo ciò che è vicino a casa”.

Spreafico, portando il sostegno delle associazioni da lui rappresentate, ha sottolineato l’attenzione del Parco del Ticino su quest’area e ha sostenuto che la battaglia per la preservazione del territorio deve articolarsi su diversi livelli, istituzionale, giuridico, scientifico e
soprattutto la mobilitazione dei cittadini. Le azioni umane, concludeva Guenzani, arrivano ormai a influenzare ogni angolo naturale; se, da un’indagine della Lipu, sono state rinvenute alte percentuali di microplastiche anche nel sangue dei rondoni, che non toccano quasi mai il suolo, ciò significa che bisogna ripensare completamente la convivenza dell’uomo con la natura, a partire dalla progettazione delle città e dei quartieri. Ripensare la rigenerazione urbana e salvare il bosco di via Curtatone non è impossibile, occorre volontà politica, ribadisce il Comitato, che invita a firmare la petizione e dà appuntamento per nuovi
iniziative.

 
For Latest Updates Follow us on Google News
 

NEXT Team Altamura, a Moussa Manè del Bari piace la corsia destra: la situazione – .