Gela, un “sì” nudo in riva al mare. Bulala tra le 23 spiagge italiane dove potrebbe essere possibile – .

Dire il fatidico sì in riva al mare, celebrare l’amore eterno senza la barriera dei vestiti: nuda. Al massimo un leggero velo bianco per la sposa, cravatta o papillon per lui. Oppure l’altro lui/lei, nel caso delle coppie arcobaleno. E poi solo un bouquet. È la crociata che porta avanti da anni l’associazione Nudiverso, che vuole abbattere l’ultimo tabù, quello della nudità. Gela, in località Bulala, è indicata come una delle 23 spiagge italiane scelte per i matrimoni nudisti. In Sicilia solo due, San Saba a Messina e Gela. Ma il processo non è semplice, il percorso pieno di ostacoli. Qualcosa, però, si sta muovendo in queste ore. Luigi Tedeschi, sindaco di San Vero Milis, nell’Oristanese, in Sardegna, ha raccolto la sfida, tra i primi in Italia e in questi giorni sta valutando le regole e le autorizzazioni necessarie per lavorare ad una delibera comunale per garantire che il la spiaggia naturista di Is Benas diventa uno scenario dove il rito civile può essere celebrato in forma ufficiale. L’ispirazione è nata dalla richiesta di una coppia tedesca, di potersi sposare a fine estate e senza vestiti, sulla bellissima ed incontaminata spiaggia.
E come reagirebbe Gela, autorizzata anni fa come spiaggia per nudisti, a una simile richiesta? Accogliereste le richieste di migliaia di nudisti in tutto il mondo, in cerca delle calde spiagge del Mediterraneo, o manterreste alto il recinto del moralismo? Utilizzereste l’occasione per «affermare il diritto di scelta, in una dimensione sociale aperta e condivisa» per usare le parole di Pamela Deiana, presidente nazionale di Nudiverso, oppure vi atterreste ai canoni del formalismo?
Lasciamo queste domande alla sensibilità dei nostri lettori.

 
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