Lombardia, contro i tagli alle badanti a centinaia sotto il Pirellone – .

“Vergogna”, lo hanno gridato in molti, scandendo il ritmo delle centinaia di persone che si sono ritrovate al Pirellone. rappresentanza di quasi duecento associazioni di persone con disabilità e delle loro famiglie e cooperative sociali che hanno aderito alla piattaforma dell’evento “Difendiamo tutti il ​​diritto di esistere insieme” lanciato dalla lega per i diritti delle persone con disabilità – Ledha e dalla federazione delle associazioni nazionali delle persone con disabilità Fand Lombardia.

Dopo mesi di proteste e un confronto iniziato non appena si è resa nota la decisione della Giunta regionale che a fine 2023 ha “rimodulato”, in pratica tagliato, i contributi per le badanti familiari (ne abbiamo scritto subito qui e qui).

Rimodellamenti e tagli

Le problematiche evidenziate già a fine dicembre sono la rimodulazione del contributo mensile previsto dalla Misura B1 per le badanti familiari che assistono persone con disabilità gravi e gravissime (la riduzione dell’esborso monetario ammonta ora a circa 65 euro al mese) e di conseguenza la fatto che spostando le risorse regionali sulla riduzione del taglio contributivo non ci sono più risorse per rispondere a tutte le nuove richieste di accesso alla Misura B1: il che porterà alla creazione di liste di attesa.

Mancano 10 milioni

Eppure come è stato ripetuto più volte questa mattina in piazza Basterebbero 10 milioni di euro per garantire, per quest’anno, a tutte le persone con disabilità – senza alcuna lista d’attesa – di ricevere un sostegno adeguato per l’assistenza offerta dai loro caregiver familiari. Dieci milioni che è la stessa cifra decisa, come ha ricordato il consigliere regionale Lisa Noia (presente con altri colleghi dell’opposizione) «per la comunicazione istituzionale della giunta».


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Erano presenti all’evento anche alcuni rappresentanti degli enti locali lombardi, come l’assessore Bertolé del Comune di Milano e il collega Messina del Comune di Bergamo.

Oltre a chiedere 10 milioni, la piattaforma degli eventi ha anche ha chiesto alla Regione Lombardia «di intervenire presso il Governo affinché le risorse necessarie possano essere allocate e incrementate avviare l’implementazione dei servizi previsti dal Piano nazionale per la non autosufficienza”.

Spiega le ragioni della sua presenza in piazza Alessandro Manfredi, presidente di Ledha Lombardia, come si sente nel video girato pochi minuti prima dell’inizio della manifestazione.

Molti gli interventi al microfono per ribadire che “sulla disabilità non si può tagliare”, come ha detto con forza Angelo Achilli di Fand Lombardia che ricorda a chi dice che non ci sono fondi “i 4 miliardi di spese militari che creeranno più disabili nel mondo”. Achilli ha voluto sottolineare anche l’importanza del sostegno ricevuto da organizzazioni nazionali come Fish, oltre che dai sindacati e dal Forum del Terzo Settore Lombardo.
Cristina Finazzi, di Uniti per l’Autismo e del “Comitato caregiver familiari B1-B2 affondata Lombardia” hanno voluto ricordare «siamo molto preoccupati per quello che accadrà il 31 dicembre. Spero che il nostro grido si alzi molto forte”.

Discorsi dal palco

Un evento davvero corale quello che si è tenuto martedì mattina, con testimonianze e racconti. Tutti coloro che sono intervenuti hanno voluto motivare il loro essere in piazza, la loro voglia di parlare per ribadire il loro diritto ad esistere e ad avere pari dignità.
Il forte vento che ha caratterizzato la giornata ha fatto brillare le bandiere delle tante organizzazioni presenti, dall’Anffas (con i rappresentanti delle varie sedi), all’Aism, dall’Unione Ciechi UICI all’ente nazionale sordi (sotto il camion di scena anche gli interpreti Lis), alla Uild, alle associazioni degli invalidi del lavoro e del servizio. Nel video la testimonianza di Anna Rossi a cura della Uildm Milano.

Un momento della manifestazione in piazza Duca d’Aosta, a destra l’interprete Lis

«La mia è una sensazione mista. Mi rende felice vedere tanta gente in piazza ma allo stesso tempo Mi rattrista anche molto il fatto che persone con disabilità gravi, che vivono quotidianamente disagi, debbano scendere in piazza per dimostrare i propri diritti. Diritti fondamentali ancora di più nel 2024» queste le parole di Davide Rafanelli, presidente di Sla Food, malato di SLA che ha parlato a nome di Aisla. «Chiediamo al Consiglio regionale, al presidente Fontana di farlo cercare di comprendere il disagio che stanno creando a tutti noi malati e a tutte le famiglie e gli operatori sanitari. L’accesso ai fondi è un diritto che non può essere negato. Spiegare la differenza tra vivere e non vivere e questo è contestualmente inaccettabile”.

I volontari della SLA in piazza Duca d’Aosta, Davide Rafanelli al centro

Nei giorni scorsi l’associazione ha ribadito che quella che si è venuta a creare è una situazione inaccettabile per chi “si trova nella cosiddetta “condizione di dipendenza vitale”” come quella dei malati di Sla.

Immagini e video di Antonietta Nembri

 
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